Nel calendario cristiano, due feste sono centrali: Natale e Pasqua.
Eppure hanno un comportamento diverso: il Natale è sempre il 25 dicembre, mentre la Pasqua cambia ogni anno.
Perché accade questo? La risposta unisce storia, teologia e tradizione liturgica.
Perché il Natale è sempre il 25 dicembre?
Il 25 dicembre è la data scelta dalla Chiesa per celebrare la nascita di Gesù Cristo. Anche se la data storica esatta non è documentata nei Vangeli, la scelta non è casuale.
Perché proprio il 25 dicembre?
Ci sono due spiegazioni principali (non alternative, ma complementari):
1. Simbolo della “luce che vince le tenebre”
Nel mondo antico il 25 dicembre cadeva vicino al solstizio d’inverno, quando le giornate tornano ad allungarsi.
La Chiesa ha letto questo fenomeno naturale come un potente simbolo teologico: Cristo è la luce che viene nel mondo e sconfigge le tenebre (Gv 1,5).
Celebrarne la nascita nel periodo in cui la luce ricomincia ad aumentare è dunque un segno eloquente.
2. Antiche tradizioni cristiane
Già dal III secolo alcuni cristiani collegavano il 25 dicembre all’annunciazione (25 marzo), considerata la data simbolica del concepimento di Cristo.
Nove mesi dopo, appunto, cade il 25 dicembre.
Nel IV secolo la data viene ufficializzata nella liturgia romana, e da allora il Natale è diventato una festa fissa del calendario cristiano.
Perché la Pasqua cambia ogni anno?
La Pasqua, che celebra la resurrezione di Gesù, ha una data mobile perché è legata al calendario lunare.
La Passione, Morte e Resurrezione di Cristo avvengono durante la Pasqua ebraica, celebrata nel primo plenilunio dopo l’equinozio di primavera.
I cristiani hanno mantenuto questo legame.
La regola stabilita dal Concilio di Nicea (325 d.C.)
Il Concilio stabilì che la Pasqua cristiana dovesse essere celebrata: la prima domenica dopo il primo plenilunio successivo all’equinozio di primavera.
Per questo:
-può cadere tra il 22 marzo e il 25 aprile;
-varia ogni anno in base ai cicli lunari.
Perché questa differenza è importante?
Natale: la certezza dell’Incarnazione
Il 25 dicembre esprime la continuità: ogni anno, in quel preciso giorno, i cristiani ricordano che Dio si è fatto uomo.
Pasqua: il cuore pulsante della fede
La Pasqua, invece, è legata ai ritmi della natura e alla tradizione ebraica: la sua variabilità simboleggia il mistero della vita che rinasce, della morte che viene vinta.
Infatti, teologicamente, la Pasqua è la festa più importante dell’anno liturgico, più del Natale, perché celebra l’evento che dà senso all’intera fede cristiana: la Resurrezione.

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